La soluzione è fare prevenzione giuridica

Qual è la prima definizione della figura dell’avvocato che comunemente viene in mente?

Di solito si pensa all’avvocato come a quel professionista a cui ci si rivolge quando si ha un problema, con la consapevolezza che, prima o poi, si dovrà affrontare il Tribunale, in contraddittorio con la controparte – anch’essa difesa da un avvocato- di fronte a un Giudice terzo e imparziale che deciderà le sorti della lite.
In breve, l’avvocato è un difensore. E questo è fuor di dubbio.
Non solo. Poiché ognuno ha diritto ad essere difeso, la figura dell’avvocato è l’unica, insieme a quella del medico, a trovare specifica disciplina addirittura a livello costituzionale, ovvero in seno alla fonte del diritto più elevata che un ordinamento possa vantare.
Detto questo, una domanda nasce spontanea.

Come funziona il sistema giustizia?

È sotto gli occhi di tutti che il sistema ha subito in tempi recenti un costante e continuo logorio: cause lunghissime, costi sempre più elevati, accesso alla giustizia sempre più difficoltoso e intricato, un ordinamento frastagliato ricco di norme dubbie.
Proprio questa situazione ha portato il legislatore italiano, sulla spinta anche dell’Unione Europea, a introdurre l’istituto della mediazione, civile e commerciale, e quello della negoziazione assistita. In sostanza, per ridurre l’arretrato dei tribunali, la propensione è oggi quella di spingere sempre più verso una giustizia senza processo nella quale il compito dell’avvocato diventa quello di comporre, assieme al conciliatore, gli interessi in gioco.
Tuttavia, proprio questa evoluzione in corso ci porta ad ulteriori considerazioni.
Alla dimensione di difensore e a quella di mediatore, ce n’è un’altra, poco evidente eppure oggi più che mai estremamente importante, che fa parte del ruolo dell’avvocato.
Quest’ultimo, quale tecnico del diritto, ha una preminente funzione sociale che l’ordinamento gli attribuisce e che consiste nel decodificare il diritto in modo da renderlo fruibile in un’ottica di prevenzione e gestione preliminare dei conflitti.

Come in medicina, dunque, anche in fatto di giurisdizione prevenire è meglio che curare?

La risposta è senza alcun dubbio affermativa e facilmente sostenibile.
Quando si arriva in tribunale, le parti hanno perso il controllo sul problema e la decisione è rimessa al Giudice. I costi sono alti e i tempi lunghi, con il rischio di trovarsi alla fine con il problema irrisolto e aggravato. Non solo, anche la parte vittoriosa sarà solo parzialmente soddisfatta. È quella che chiamiamo zona rossa, da evitare per quanto possibile.
Qualora le parti siano intenzionate ad intraprendere la strada della mediazione, la situazione è sicuramente meno problematica ma non del tutto soddisfacente. Il controllo del problema è solo parziale perché la soluzione dipende dalla buona volontà dei soggetti interessati e dalla capacità di avvocato e conciliatore nel comporre gli interessi in gioco. È quella che chiamiamo zona gialla, in cui la soluzione del problema sarà necessariamente parziale.

È chiaro, dunque, che l’ambito della prevenzione diventa quello ottimale. Si analizza la situazione per individuare eventuali rischi, si mettono in atto tutte le misure di tutela valutando costi e benefici. È la zona verde, quella in cui la soddisfazione è totale e il controllo della situazione pieno.
Alla zona verde, della prevenzione giuridica, abbiamo dedicato il nostro blog.

ARTICOLI RECENTI - PREVENZIONE GIURIDICA